Associazione Ivan Bonfanti

il sito web dell'associazione Ivan Bonfanti

un piccolo piccolo ricordo di Ivan

io Ivan non lo conoscevo proprio bene bene, solo quel tanto che bastava ad apprezzarlo prima e a rimpiangerlo adesso.
Una cosa in particolare che mi è rimasta impressa, è un discorso che mi ha fatto la prima volta che l’ho conosciuto, quando siamo andati a Ponza tre anni fa.
Ora non vi aspettate chissà che, d’altronde le cose che ti colpiscono non sono necessariamente quelle importanti. Ti colpiscono e basta. Mi sento anche un po’ scemo a raccontarvela ma era proprio il classico discorso che puoi fare ad uno che ha la faccia come la mia, la prima volta che ci parli: calcio o donne. nella fattispecie mi ha raccontato delle svedesi.
Ripeto: io Ivan non l’ho frequentato tantissimo, però credo di averlo fatto abbastanza per capire che era uno che ti diceva senza tante parafrasi quello che pensava. Deformazione professionale credo.
E sulle donne svedesi mi ha detto che non sono per niente come ce le siamo immaginate qui in Italia guardando “La dolce vita”.
Li per li mi è crollato un mito, ma lui ci era stato un sacco di volte a Stoccolma e mi ha fatto un discorso che mi pareva sensato. E forse la sua parlantina, forse il vino che mi ero bevuto, o forse entrambe le cose, fatto sta che mi ha convinto.
Io poi di svedesi non ne ho mica conosciute, però adesso per reazione, le svedesi mi stanno sulle palle: me le immagino un po’ scostanti e che non ti dicono certo “Marcello come here!”
Anzi adesso che ci penso, secondo me la Ekberg quando è entrata nella fontana di Trevi s’è pure fregata qualche monetina.

Probabilmente questa cosa vi sembrerà una stupidaggine, e probabilmente lo è, ma altre cose, sicuramente più importanti di questa, Ivan non me le potrà più dire e quindi me le dovrete raccontare voi.
E penso che sia proprio questo il senso di questo sito.

Fulvio il Fico

mar, luglio 22 2008 » Messaggi

Lascia un Commento